STEM in Genere Academy
Un’iniziativa gratuita promossa dall’Università degli Studi di Brescia in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore: rafforzare le competenze STEM e promuovere pratiche didattiche innovative, con attenzione particolare al superamento degli stereotipi di genere.
Tre moduli complementari,
un percorso costruito da te
La struttura del percorso formativo e le modalità di partecipazione.
Approfondimento Disciplinare
Matematica, Fisica, Robotica, Coding, Intelligenza Artificiale e Ingegneria per la Sostenibilità.
Minimo 3 oreMetodi Didattici Innovativi
Metodologie innovative per l’insegnamento delle STEM, in linea con le linee guida del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Minimo 3 oreParità di Genere
Strumenti per contrastare stereotipi e bias nelle discipline scientifiche e nei contesti educativi.
Minimo 3 oreRequisiti per il completamento del percorso
I requisiti per il completamento del percorso formativo sono gli stessi per entrambe le modalità di partecipazione, sia per chi si iscrive individualmente sia per chi partecipa tramite il proprio Istituto. Per completare il percorso servono almeno 15 ore di formazione, interamente in presenza, di cui almeno 3 ore per ciascuno dei tre moduli (IN, GENERE e STEM). Non è previsto l’obbligo di frequentare corsi specifici.Iscrizione individuale: scelta libera dei corsi
Per i/le docenti che si iscrivono individualmente alle edizioni aperte sulla piattaforma sarà necessario:- frequentare almeno 3 ore di attività del Modulo IN;
- frequentare almeno 3 ore di attività del Modulo GENERE;
- frequentare almeno 3 ore di attività del Modulo STEM;
- raggiungere complessivamente almeno 15 ore di formazione.
- le date, gli orari e i luoghi di erogazione dei corsi sono visibili dopo la registrazione sulla piattaforma e vengono progressivamente aggiornati.
Percorso ad hoc per istituto: massima flessibilità
Per i/le docenti che partecipano attraverso un percorso dedicato organizzato dal proprio Istituto sarà necessario:- frequentare almeno 3 ore di attività del Modulo IN;
- frequentare almeno 3 ore di attività del Modulo GENERE;
- frequentare almeno 3 ore di attività del Modulo STEM;
- raggiungere complessivamente almeno 15 ore di formazione.
Badge e attestato di completamento
Al termine del percorso formativo (minimo 15 ore), ogni partecipante riceve un badge digitale certificato e un attestato ufficiale, rilasciati congiuntamente dalle due università. Il badge è verificabile online e riconoscibile come credenziale professionale spendibile nel curriculum del docente.
Iscrizione individuale
Consulta il catalogo, componi il tuo percorso scegliendo liberamente i corsi, con almeno 3 ore per ciascun modulo (IN, GENERE e STEM) e 15 ore complessive, ed effettua l’iscrizione tramite la piattaforma online.
Iscriviti oraPercorso ad hoc per istituto
Se il vostro istituto raggiunge almeno 10 docenti, contattateci direttamente per definire insieme un percorso su misura, con almeno 3 ore per ciascun modulo e 15 ore complessive.
ContattaciEsplora i moduli formativi
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Microplastiche: invisibili ma ovunque
Ingegneria fuori dall’aula: plogging e mappatura dei rifiuti
Dall’ingegneria alla comunicazione
Esplorare i materiali: proprietà, prove ed esperimenti
Imparare giocando
Sostenibilità e innovazione nelle imprese e per lo sviluppo del territorio
Particolare attenzione sarà dedicata alla lettura critica delle dichiarazioni di sostenibilità e a fenomeni come il greenwashing, sviluppando la capacità di distinguere tra comunicazione, risultati e impatti effettivi. Il percorso mostrerà inoltre come soluzioni e innovazioni apparentemente positive possano generare effetti diversi lungo il ciclo di vita e coinvolgere differenti soggetti, evidenziando l’importanza di considerare trade-off e conseguenze economiche, sociali e ambientali.
Un ulteriore focus riguarderà il rapporto tra impresa e territorio, con attenzione alla creazione di valore condiviso e alle ricadute sulle comunità locali. I contenuti saranno affrontati attraverso giochi, simulazioni, casi pratici e attività di role-playing, pensati per coinvolgere attivamente i e le docenti e fornire esperienze e strumenti facilmente replicabili in classe con gli e le studenti.
Modulo RCIA1: didattica dell’Internet of Things con Arduino: progettare, programmare e connettere sistemi intelligenti
Kit didattici utilizzati:
Arduino OPLA
Arduino Plug and Make
Arduino 1 Q
Obiettivi formativi generali
• Comprendere i principi fondamentali dell’Internet of Things e dei sistemi connessi.
• Progettare attività laboratoriali IoT coerenti con i curricoli della scuola secondaria.
Obiettivi formativi specifici
Al termine del percorso il docente sarà in grado di:
• configurare e utilizzare una scheda Arduino con sensori e attuatori;
• sviluppare semplici applicazioni IoT basate su raccolta dati e controllo remoto;
• utilizzare una piattaforma cloud per la visualizzazione e la gestione dei dati;
• progettare unità di apprendimento interdisciplinari basate su progetti IoT;
• valutare le competenze degli studenti attraverso attività pratiche e di progetto.
Modulo RCIA2 – Automazione industriale e Industry 4.0 e 5.0 a scuola: PLC, sistemi cyber-fisici e fabbrica digitale
Modulo RCIA3: robotica e coding per la scuola media: progettare, programmare e sperimentare con Arduino Alvik
Obiettivi formativi
• comprendere i fondamenti del pensiero computazionale e del coding applicato alla robotica
• acquisire competenze operative sull’uso didattico del robot Arduino Alvik
• utilizzare la robotica come strumento interdisciplinare per matematica, scienze e tecnologia
• sviluppare problem solving, logica algoritmica e lavoro collaborativo negli studenti
•progettare attività laboratoriali a complessità gradualmente crescente
Modulo RCIA4 – Robotica, coding e pensiero computazionale con LEGO Education SPIKE Prime
Obiettivi formativi
• Sviluppare padronanza tecnica e pedagogica nell’uso di LEGO SPIKE Prime come strumento di robotica educativa.
• Comprendere e sperimentare i concetti di base del pensiero computazionale e delle strutture di programmazione.
• Progettare attività STEAM (scienze, tecnologia, ingegneria, matematica) che integrino robotica e coding con i programmi scolastici.
• Facilitare approcci didattici inclusivi e motivanti per tutti gli studenti, con particolare attenzione a promuovere fiducia e partecipazione .
• Acquisire competenze nell’utilizzo del linguaggio di programmazione grafico basato su Scratch e introdurre transizioni verso testo (Python) ove opportuno .
• Costruire continuità verticale di apprendimento verso percorsi STEM delle scuole superiori.
L’Intelligenza Artificiale finalizzata all’utilizzo nella didattica per la scuola secondaria di primo grado
Come primo punto si inizia cercando di comprendere l’AI come cambio di paradigma e le basi del prompting, con applicazioni pratiche immediate su alcuni sistemi di AI. Si prosegue analizzando come l’AI sta trasformando il mondo del lavoro, con un focus sul prompting avanzato con le più recenti tecniche sperimentato attraverso un caso reale simulato. Il corso affronta poi lo sviluppo del senso critico nell’uso dell’AI – bias, deepfake, privacy e copyright – con casi reali e chiude con una visione strategica su quando e come conviene davvero usare l’AI nel proprio lavoro.
Il corso alterna sempre teoria e pratica, per garantire che ogni concetto venga immediatamente sperimentato e messo alla prova.
AI in classe | Educare all’uso consapevole dell’AI e al pensiero critico
AI per docenti | Prompt design per una didattica potenziata e accessibile
Come organizzare un evento matematico nel proprio istituto
Nel modulo verranno presentate quattro diverse giornate matematiche, di cui saranno illustrate l’origine, il significato e gli obiettivi educativi. Attraverso il racconto di esperienze già realizzate e la proposta di attività concrete, il corso offrirà spunti operativi facilmente adattabili ai diversi ordini e gradi di scuola.
Le attività proposte saranno caratterizzate da una forte interdisciplinarità, con collegamenti, ad esempio, all’arte, all’informatica, alle scienze e all’educazione civica. Pur inserendosi nel Modulo Academy di Matematica, il corso è pensato anche per docenti di altre discipline e non richiede prerequisiti specifici.
Introduzione all'analisi dei dati tramite l'utilizzo di R
In un contesto in cui la data literacy rappresenta una competenza sempre più centrale nelle discipline STEM, il modulo intende supportare i docenti nello sviluppo di strumenti e metodologie utili a integrare l’analisi dei dati nella didattica della matematica, favorendo un approccio più applicativo, laboratoriale e interdisciplinare.
Il percorso formativo sarà progettato in modo progressivo e accessibile, partendo dai concetti fondamentali dell’analisi dei dati (importazione, organizzazione e visualizzazione dei dataset) fino a semplici analisi descrittive e rappresentazioni grafiche, utilizzando il linguaggio R e RStudio come ambiente di lavoro. Particolare attenzione sarà dedicata alla trasposizione didattica, affinché i docenti possano riutilizzare le attività proposte in classe, adattandole ai diversi livelli di competenza degli studenti e delle studentesse.
Un elemento caratterizzante del modulo sarà l’introduzione allo sport analytics come ambito applicativo privilegiato. L’analisi di dati sportivi (ad esempio statistiche di partite, performance di atleti o squadre, classifiche e indicatori di rendimento) rappresenta infatti un contesto altamente motivante, capace di suscitare interesse e coinvolgimento negli studenti e nelle studentesse, favorendo al contempo l’inclusione e la partecipazione attiva. Lo sport diventa così un potente veicolo per rendere concreti concetti matematici e statistici spesso percepiti come astratti.
Attraverso esempi pratici, esercitazioni guidate e dataset reali, i docenti acquisiranno competenze di base nell’uso di R e una maggiore consapevolezza delle potenzialità educative dell’analisi dei dati. Il modulo si inserisce pienamente negli obiettivi delle STEM Academy, promuovendo innovazione didattica, competenze digitali e un approccio orientato al problem solving e al pensiero critico.
L’esito atteso è la creazione di un ponte tra matematica, tecnologia e contesti di interesse per gli studenti, contribuendo a rendere l’insegnamento della matematica più attuale, motivante e coerente con le sfide formative contemporanee.
Capire i legami nei dati: introduzione all’analisi bivariata
L’obiettivo del modulo è fornire ai docenti gli strumenti concettuali e operativi per analizzare la relazione tra due variabili, sviluppando negli studenti e nelle studentesse una comprensione più profonda dei legami tra fenomeni quantitativi e favorendo il passaggio da una lettura univariata a una visione relazionale dei dati.
Il percorso formativo affronterà, in modo graduale e applicativo, i principali temi dell’analisi bivariata: tabelle di contingenza, grafici di dispersione, correlazione e prime forme di interpretazione statistica della relazione tra variabili quantitative e qualitative. Tutte le attività saranno svolte utilizzando il software R, con particolare attenzione alla visualizzazione dei dati come strumento di esplorazione, comprensione e comunicazione dei risultati.
Il contesto applicativo scelto è quello dello sport analytics, con un focus specifico sui dati relativi alle prestazioni sportive femminili. Verranno analizzati dataset reali riguardanti atlete, squadre femminili e competizioni sportive, ad esempio mettendo in relazione variabili come tempo di gioco e rendimento, carico di allenamento e prestazione, età e indicatori di performance. Questo approccio consente non solo di rendere l’analisi statistica più concreta e motivante, ma anche di valorizzare lo sport femminile come ambito di studio, contribuendo a una rappresentazione più equilibrata e inclusiva dei dati.
Durante il modulo, particolare attenzione sarà dedicata alla lettura critica dei risultati e alla distinzione tra correlazione e causalità, aspetto fondamentale per una corretta educazione statistica. I docenti saranno accompagnati nella riflessione su come proporre tali attività in classe, adattandole ai diversi indirizzi di studio e promuovendo il pensiero critico degli studenti.
Il modulo si inserisce in modo coerente negli obiettivi delle STEM in Genere Academy, rafforzando le competenze statistiche, digitali e metodologiche dei docenti e offrendo strumenti didattici innovativi per rendere la matematica più significativa, attuale e connessa alla realtà.
Modelli predittivi: approcci parametrici e non parametrici
L’obiettivo principale è fornire ai docenti una comprensione di base dei modelli predittivi, intesi come strumenti per descrivere, interpretare e prevedere fenomeni, sviluppando competenze utili sia sul piano disciplinare sia didattico. Il modulo non ha finalità di specializzazione tecnica, ma punta a rendere accessibili concetti complessi attraverso esempi concreti, visualizzazioni e applicazioni guidate in R.
Il percorso introdurrà i modelli predittivi parametrici, come la regressione lineare, e non parametrici, come alberi decisionali e metodi di classificazione semplici, mettendone in evidenza differenze, potenzialità e limiti. Saranno affrontati concetti chiave quali variabile risposta, variabili esplicative, accuratezza del modello e interpretazione dei risultati, sempre con un linguaggio adeguato al contesto scolastico.
Il dominio applicativo sarà quello dello sport analytics, con particolare riferimento ai dati sulle prestazioni sportive femminili. I dataset analizzati riguarderanno performance individuali e di squadra, consentendo di costruire modelli predittivi orientati, ad esempio, alla stima della prestazione futura, al confronto tra atlete o all’individuazione di fattori che influenzano il rendimento. Questo approccio permette di rendere tangibili concetti matematici e statistici avanzati e di stimolare l’interesse di studenti e studentesse attraverso un ambito vicino ai loro interessi.
Un aspetto centrale del modulo sarà la riflessione sul ruolo etico e critico dei modelli predittivi, in particolare quando applicati a dati reali e sensibili. I docenti saranno guidati a discutere limiti, assunzioni e rischi di interpretazioni errate, favorendo una didattica consapevole e responsabile.
Il modulo contribuisce agli obiettivi delle STEM Academy promuovendo competenze avanzate in ambito statistico, digitale e computazionale, e offrendo ai docenti strumenti innovativi per avvicinare gli studenti a temi di grande attualità come i dati, la previsione e l’uso consapevole dei modelli matematici nella realtà contemporanea.
Florence Nightingale e Suor Mary Kenneth Keller, pioniere del pensiero matematico tra statistica, informatica e innovazione
Attraverso un percorso storico e interdisciplinare, il corso metterà in evidenza il filo conduttore che unisce le due protagoniste: l'uso del ragionamento matematico per trasformare dati, informazioni e conoscenza in strumenti di cambiamento. Dalla statistica descrittiva alla visualizzazione dei dati, fino alle basi della programmazione e del pensiero computazionale, i partecipanti scopriranno come matematica, scienza e tecnologia possano diventare leve di innovazione sociale e professionale.
La teoria dei grafi: la matematica nascosta nella vita quotidiana
1) la progettazione di una rete efficiente (idraulica, elettrica, stradale, informatica, ecc.), capace di collegare tutti i nodi necessari riducendo al minimo i costi;
2) la ricerca del percorso ottimale per la consegna dei pacchi da parte di un corriere;
3) la costruzione del calendario di un torneo all’italiana con un numero qualsiasi di squadre;
4) la determinazione del numero minimo di colori necessario per colorare una cartina politica, nel rispetto del vincolo che stati confinanti abbiano colori diversi.
Il corso mostrerà inoltre come la teoria dei grafi trovi applicazione in ambiti di grande attualità, come la medicina, ad esempio nello studio delle malattie neurodegenerative (tra cui l’Alzheimer), e nell’analisi delle reti di relazioni sociali. Accanto agli aspetti teorici, verrà dato ampio spazio ad attività pratiche, progettate per essere facilmente riproposte in classe. Le attività proposte mirano a valorizzare il problem solving, il lavoro collaborativo e il collegamento tra matematica e realtà, offrendo ai e alle docenti strumenti concreti per rendere l’insegnamento più significativo e motivante.
Un assaggio di matematica per l'Intelligenza Artificiale
Numeri nell'evoluzione delle civiltà
Numeri nascosti
Euclides ab omni naevo vindicatus
Matematica degli origami
Costruire e gestire gare di matematica
STEM in Scala: esperimenti dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande
Laboratori STEM per la scuola secondaria di primo grado
I moduli saranno erogati all’interno di “EsplorAzioni Scientifiche", un corso annuale nazionale di aggiornamento e formazione per docenti di scienze della scuola dell'obbligo, organizzato dal gruppo di lavoro "Scuola dell'obbligo" dell'Associazione per l'Insegnamento della Fisica. Il corso si configura come uno spazio strutturato di confronto, aggiornamento scientifico e sperimentazione didattica, offrendo un articolato programma di laboratori e attività di approfondimento metodologico, con l’obiettivo di sostenere l’innovazione nella didattica delle scienze sperimentali.
La conservazione dell’energia: un laboratorio in movimento
La conservazione dell’energia: un laboratorio in movimento
Il corso in collaborazione con i doceti dell’AIF propone due moduli laboratoriali della durata di tre ore, finalizzati all’approfondimento di concetti chiave della fisica attraverso attività sperimentali e l’uso di strumenti digitali. Un laboratorio sulla conservazione dell’energia meccanica, che prevede l’utilizzo dei software G-Force e Tracker per l’analisi del moto, e un laboratorio dedicato ai fenomeni ondulatori, intitolato Onde, un universo fantastico, concepito come percorso esplorativo e hands-on. Le attività sono pensate per favorire la comprensione concettuale, lo sviluppo di competenze operative e la trasferibilità didattica nella pratica scolastica.
Onde: un universo fantastico
Onde: un universo fantastico
Il corso in collaborazione con i doceti dell’AIF propone due moduli laboratoriali della durata di tre ore, finalizzati all’approfondimento di concetti chiave della fisica attraverso attività sperimentali e l’uso di strumenti digitali. Un laboratorio sulla conservazione dell’energia meccanica, che prevede l’utilizzo dei software G-Force e Tracker per l’analisi del moto, e un laboratorio dedicato ai fenomeni ondulatori, intitolato Onde, un universo fantastico, concepito come percorso esplorativo e hands-on. Le attività sono pensate per favorire la comprensione concettuale, lo sviluppo di competenze operative e la trasferibilità didattica nella pratica scolastica.
Modulo fisica moderna superiori
Il percorso formativo proposto si articola in tre moduli di Fisica moderna, finalizzati ad aggiornare e rafforzare le competenze disciplinari e didattiche dei docenti, con particolare attenzione al legame tra modelli teorici, applicazioni tecnologiche e analisi di dati reali. Il primo modulo è dedicato alle tecnologie quantistiche e introduce i principi fondamentali della meccanica quantistica alla base di dispositivi e applicazioni oggi emergenti, quali sensori quantistici, crittografia quantistica e calcolo quantistico. L’obiettivo è fornire chiavi di lettura concettuali e didattiche per affrontare temi di frontiera in modo accessibile e coerente con i curricoli della scuola secondaria. Il secondo modulo affronta i concetti fondamentali della relatività ristretta e generale, con particolare attenzione ai cambiamenti di paradigma introdotti nella descrizione di spazio, tempo ed energia. Attraverso esempi significativi e riferimenti ad applicazioni tecnologiche e astrofisiche, il modulo mira a sviluppare una comprensione critica dei modelli relativistici e delle loro implicazioni scientifiche e culturali. Il terzo modulo è dedicato allo studio dell’inquinamento atmosferico e propone un’attività di analisi e discussione di dati sperimentali acquisiti tramite una centralina di monitoraggio ambientale. L’interpretazione dei dati consente di collegare i modelli fisici ai fenomeni reali, promuovendo competenze di analisi quantitativa, lettura critica dei dati e consapevolezza ambientale, in un’ottica interdisciplinare e orientata alle STEM.
La progettazione didattica: metodi, strumenti, pratiche – Introduzione al metodo EAS per le STEM – I e II grado
Particolare attenzione sarà dedicata ai principi che caratterizzano una didattica STEM efficace: problem posing e problem solving, approccio laboratoriale, learning by doing, apprendimento collaborativo, interdisciplinarità, valorizzazione dell’errore e riflessione sui processi di apprendimento. La progettazione sarà inoltre considerata nella prospettiva dell’inclusione e della partecipazione, interrogandosi su come attività, consegne, materiali e dinamiche di gruppo possano favorire il coinvolgimento di tutti gli studenti e le studentesse.
Come framework operativo verrà approfondito il metodo EAS – Episodi di Apprendimento Situato, mettendo in relazione le sue tre fasi con le logiche proprie della didattica STEM. Il metodo sarà presentato a partire da esempi e casi didattici, schede di progettazione, consegne, strumenti operativi e materiali immediatamente trasferibili nella pratica scolastica.
Al termine dell’incontro i partecipanti disporranno di un quadro metodologico e di una serie di strumenti utili per analizzare e progettare attività STEM secondo una struttura coerente, attiva e centrata sui processi di apprendimento.
Progettare un EAS per le STEM – Laboratorio – Scuola secondaria di I grado
A partire dall’analisi di esempi e situazioni didattiche, i partecipanti saranno guidati nella costruzione di una microprogettazione EAS, individuando obiettivi di apprendimento, situazione-problema iniziale, attività operative, modalità di lavoro, strumenti e materiali, strategie di accompagnamento e momenti di ristrutturazione e valutazione.
Particolare attenzione sarà dedicata alle caratteristiche proprie di questa fascia d’età: attivazione della curiosità, concretezza delle situazioni-problema, sperimentazione, manipolazione e osservazione, progressiva formalizzazione dei concetti, lavoro collaborativo e valorizzazione dell’errore come occasione di apprendimento.
Il laboratorio permetterà inoltre di riflettere sulla costruzione di attività interdisciplinari e inclusive, capaci di promuovere problem solving, pensiero critico, autonomia e partecipazione attiva, prestando attenzione alla distribuzione dei ruoli e delle opportunità di partecipazione tra studenti e studentesse. Il lavoro alternerà brevi input metodologici, analisi di esempi, progettazione individuale o in piccolo gruppo, confronto tra pari e revisione delle proposte.
Progettare un EAS per le STEM – Laboratorio – Scuola secondaria di II grado
I partecipanti saranno accompagnati nella costruzione di una microprogettazione EAS a partire da problemi autentici, casi, fenomeni, dati o situazioni sfidanti pertinenti ai diversi ambiti disciplinari. Il lavoro permetterà di approfondire la relazione tra obiettivi di apprendimento, attività degli studenti, metodologie, strumenti e modalità di valutazione, con particolare attenzione alla coerenza complessiva della progettazione.
Saranno esplorate strategie per costruire attività capaci di andare oltre la semplice applicazione di procedure, favorendo formulazione di ipotesi, analisi e interpretazione dei dati, argomentazione, modellizzazione, problem solving e trasferimento delle conoscenze a situazioni nuove.
Una specifica attenzione sarà riservata all’interdisciplinarità delle STEM, alla costruzione di consegne autentiche e sfidanti, alla gestione del lavoro collaborativo e alla progettazione di contesti capaci di favorire una partecipazione equa di studenti e studentesse. Il laboratorio alternerà analisi di casi ed esempi, progettazione individuale o collaborativa, confronto tra pari, feedback e revisione delle proposte.
Theatre Teaches
1. L’Incontro e la De-costruzione dell’Imbarazzo (fase 1): la prima parte del percorso è dedicata alla
conoscenza reciproca tra formatori e corsisti. L'obiettivo è eliminare schemi mentali, sovrastrutture e preconcetti per generare una connessione profonda tra i partecipanti. Attraverso dinamiche di riscaldamento emotivo e relazionale, si azzera il tipico imbarazzo legato al contatto con persone nuove, mettendo ciascuno a proprio agio e creando un clima di totale fiducia necessario all'apprendimento.
2. Tecniche Teatrali e Sviluppo del Messaggio (fase 2): il formatore-attore illustra le caratteristiche
basilari e semplificate del linguaggio e delle tecniche teatrali, sia individuali sia di gruppo. Successivamente, le persone iniziano a lavorare sul messaggio chiave da trasmettere in base alle proprie esigenze professionali o didattiche. Con il supporto di docenti, il gruppo sviluppa in autonomia la tematica guida, arrivando alla definizione di un'idea condivisa da trasformare in una vera e propria traccia narrativa (un "copione").
3. La Cooperazione e la Regia Collettiva (fase 3): le persone danno vita concreta al copione,
sperimentando nuovi equilibri, ruoli e modalità di collaborazione al di fuori dei consueti contesti lavorativi o scolastici. In questa fase laboratoriale, il gruppo gestisce autonomamente tutti gli aspetti che ruotano attorno alla messa in scena: dalla regia e caratterizzazione dei personaggi, alla gestione dei movimenti nello spazio scenico, fino alla scelta di ritmi, luci, musica ed elementi di scena.
4. Sul Palco: Esibizione e Problem Solving (fase 4): il percorso culmina con la prova più gratificante e
sfidante. Le persone si esibiscono davanti al gruppo-pubblico portando in scena la storia creata, memorizzando rapidamente le dinamiche e interpretando il ruolo prescelto. Questa fase rappresenta la massima espressione del concetto di cooperazione e reattività: il teatro insegna infatti a trovare soluzioni immediate e a gestire ogni criticità o imprevisto dell'ultimo minuto. Quando sembra che non ci siano vie d'uscita, si impara a crearne di nuove.
Theatre Teaches 2
1. GIOCO 1: Il Mazzo dei Bias e delle Discriminazioni – Riconoscere l'Invisibile (90 min): la prima
parte del percorso sfrutta la modalità del gioco a squadre competitivo-collaborativo. Attraverso un mazzo organizzato per aree tematiche (dalle discriminazioni dirette ai bias inconsci, dall'effetto alone al bias di conferma), i gruppi si affrontano analizzando casi pratici, dilemmi aziendali e domande a scelta multipla o aperta. La persona che facilita il percorso propone la carta, la squadra discute al proprio interno la risposta condivisa e, in seguito alla rivelazione, si illustra la spiegazione approfondita fornendo un vocabolario comune e scientificamente fondato. Questa prima fase serve ad abbassare le difese, a stimolare una conversazione autentica e priva di giudizio e a comprendere come i meccanismi mentali rigidi limitino tutte le persone coinvolte, orientando l'attenzione a notare ciò che spesso resta invisibile nella quotidianità.
2. GIOCO 2: Le Carte delle Micro-Azioni e della Rete di Alleanze – Sperimentare il Cambiamento (90
min): la seconda fase passa dall'analisi alla pratica relazionale con un gioco incentrato sulle dinamiche di alleanza e supporto (allyship). Ogni carta propone una Situazione reale o verosimile di esclusione, un Segnale (il meccanismo discriminatorio o la barriera organizzativa sottesa) e una serie di Azioni di Supporto da attivare. Le persone partecipanti, divise in piccoli gruppi, utilizzano tecniche di discussione guidata o di role-play leggero: viene messa in scena la criticità e la squadra è chiamata a individuare ed esercitare micro-azioni quotidiane, frasi operative e comportamenti a basso rischio per interrompere le dinamiche tossiche. Il gioco si conclude con un debriefing in cui ciascuna persona formalizza una micro-azione concreta da trasferire immediatamente nel proprio contesto di riferimento. Un modulo di formazione basato su questa doppia esperienza di gioco si inserisce perfettamente nei moderni contesti educativi e organizzativi, poiché trasforma la Diversity, Equity & Inclusion da concetto astratto a vera e propria competenza agita. Mettersi in gioco attraverso le carte significa allenarsi a nominare i pregiudizi, ad ascoltare punti di vista complessi e ad assumersi la responsabilità delle parole e dei gesti quotidiani. Il valore formativo del gioco non si esaurisce nell’assegnazione dei punti o nella simulazione: rappresenta un esercizio concreto di democrazia, sicurezza psicologica, cooperazione e cittadinanza responsabile nei contesti di vita e di lavoro.
Debate
Bias, stereotipi, pregiudizi e discriminazioni
Linguaggio inclusivo: strumenti per comunicare con rispetto e consapevolezza
Linguaggio inclusivo: strumenti per comunicare con rispetto e consapevolezza, con focus sul tema dell’Intelligenza Artificiale
Proveremo a esplorare il paesaggio disegnato da una lingua ampia, che abbraccia chiunque; soprattutto cercheremo di vedere con alcuni esempi e piccole attività, che cos’è il linguaggio ampio e da cosa viene corroso.
La comunicazione è un insieme inscindibile di vita online e offline, è fatta di relazioni e di parole che possono rafforzare o indebolire gli stereotipi di genere, ma anche di quell’aspetto visuale che ci distingue come specie umana e che spesso fatichiamo a decodificare: allora ci faremo aiutare anche dai libri a figure (o albi illustrati), potenti dispositivi narrativi in grado di attraversare le discipline e le età.
La lingua serve ad ampliare immaginari, farci consapevoli delle nuove conoscenze significa riuscire a non farci agire ma ad abitare i mondi informativi generati dalle intelligenze artificiali; in questo senso, vedremo come numeri e parole siano profondamente connessi e come la divulgazione sia un prezioso aiutante per sviluppare un pensiero analogico, attento a tutte le sfumature delle persone.
Parità di genere: lessico specifico, definizioni e concetti chiave
L’obiettivo principale del modulo è quello di familiarizzare i e le partecipanti con il lessico corretto e aggiornato, consentendo l’acquisizione di competenze fondamentali sui concetti chiave che attraversano l’intero percorso didattico. In particolare, il modulo mira a chiarire le differenze e le relazioni tra termini spesso utilizzati in modo improprio o intercambiabile, quali sesso, genere, identità di genere e orientamento sessuale, fornendo definizioni condivise e riferimenti teorici riconosciuti a livello scientifico e istituzionale. La comprensione accurata di tali concetti rappresenta un passaggio essenziale per sviluppare una comunicazione corretta e per analizzare in modo critico le dinamiche sociali legate al genere.
Un’attenzione specifica è dedicata ai concetti di parità, equità e uguaglianza, che verranno approfonditi attraverso definizioni chiare e comparate, mettendone in evidenza le differenze sostanziali e le implicazioni pratiche nelle politiche pubbliche, nei contesti educativi e nel mondo del lavoro. Il modulo propone inoltre una lettura dei principali dati globali e locali relativi alle disuguaglianze di genere, offrendo un quadro aggiornato della situazione attuale e favorendo una riflessione basata su evidenze empiriche.
Il percorso si inserisce all’interno di un più ampio quadro normativo, con un’analisi dei principali riferimenti internazionali e nazionali in materia di parità di genere. In particolare, verranno presentate le linee guida e le convenzioni promosse dalle Nazioni Unite, le politiche e le strategie dell’Unione Europea e il contesto legislativo italiano, evidenziando il ruolo delle istituzioni nella promozione dei diritti e dell’uguaglianza di genere.
Infine, il modulo introduce il concetto di intersezionalità, fondamentale per comprendere come il genere si intrecci con altre dimensioni di diversità, quali etnia, classe sociale, disabilità, orientamento sessuale e cultura. Questo approccio consente di leggere le disuguaglianze in modo più complesso e realistico, superando visioni riduttive e favorendo una comprensione più inclusiva delle esperienze individuali e collettive. Il modulo si configura così come uno strumento essenziale per costruire conoscenze condivise e promuovere consapevolezza critica sui temi della parità di genere.
Orientamento scolastico e scelte consapevoli oltre gli stereotipi
Orientamento e scelte formative
Gli studenti e le studentesse arrivano all’orientamento con rappresentazioni già presenti, ma spesso parziali, dei percorsi, delle professioni e, soprattutto, delle proprie caratteristiche. Orientare significa aiutarli e aiutarle a rendere esplicite tali rappresentazioni, ampliarle e progressivamente verificarle. Una particolare attenzione sarà dedicata al ruolo del genere e degli stereotipi di genere nella costruzione di queste rappresentazioni e alla loro possibile influenza sulle aspirazioni e sulle scelte formative e professionali di studenti e studentesse.
Sul versante della conoscenza di sé, interessi e aspirazioni rappresentano un punto di partenza, ma non esauriscono il processo: diventano rilevanti anche le risorse disponibili, le modalità di funzionamento, la capacità di sostenere le richieste e le caratteristiche dei contesti nei quali ciascuno e ciascuna riesce a esprimersi al meglio.
Il modulo propone quindi una lettura della scelta in termini di sostenibilità, intesa come relazione dinamica tra persona, percorso e richieste del contesto. Attraverso momenti teorici, esempi e attività operative, i partecipanti e le partecipanti saranno accompagnati e accompagnate a costruire una prima mappa orientativa dello studente e della studentessa, capace non soltanto di raccogliere ciò che ciascuno e ciascuna già conosce di sé, ma soprattutto di far emergere ciò che ha ancora bisogno di esplorare e verificare.
La mappa diventa così non il risultato dell’orientamento, ma il punto da cui iniziare a esplorare il territorio. Ogni scelta nasce da una rappresentazione della realtà: immaginiamo una scuola, un percorso universitario, una professione o un ambiente di lavoro prima ancora di conoscerli realmente. Queste rappresentazioni sono inevitabili e necessarie per orientarci, ma possono essere parziali, idealizzate o costruite a partire da informazioni limitate.
Laboratorio interattivo e interculturale contro gli stereotipi di genere
“Il seme delle parole”
Nota per il laboratorio: per vivere più liberamente le attività proposte, si consiglia un abbigliamento comodo. Durante alcune esperienze sarà proposto di lavorare senza scarpe, mantenendo un contatto più diretto con il suolo. È quindi utile portare un paio di calze da utilizzare per il laboratorio oppure, se si preferisce, scarpette morbide da Tai Chi o analoghe. Le attività saranno comunque adattate alle esigenze di ciascuno.
“Voci di ieri forza di oggi”
Nota per il laboratorio: per vivere più liberamente le attività proposte, si consiglia un abbigliamento comodo. Durante alcune esperienze sarà proposto di lavorare senza scarpe, mantenendo un contatto più diretto con il suolo. È quindi utile portare un paio di calze da utilizzare per il laboratorio oppure, se si preferisce, scarpette morbide da Tai Chi o analoghe. Le attività saranno comunque adattate alle esigenze di ciascuno.
Se la neutralità non è neutra: genere, aspettative e didattica nelle STEM
Stereotipi di genere e approccio scientifico: strumenti psicologici e didattici per una didattica STEM inclusiva
Pronti/e a partecipare?
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Pacchetti da 15 ore
riservati agli istituti
Percorsi già composti e pronti da attivare, pensati per i collegi docenti che vogliono un’unica proposta coerente invece di una selezione corso per corso. Ogni pacchetto copre i tre moduli e soddisfa il requisito delle 15 ore complessive in presenza.
Progetto T.R.A.M.E.
Transizione · Rappresentazioni · Mappe Esperienziali
TRAME è una cornice metodologica per integrare e dare continuità alle diverse attività di orientamento rivolte a studentesse e studenti nei momenti di transizione formativa. Il progetto si sviluppa lungo due direzioni di conoscenza, strettamente connesse e destinate progressivamente a convergere.
La prima riguarda la conoscenza della realtà formativa e professionale: ciascuna persona parte dalle proprie rappresentazioni iniziali dei percorsi, delle professioni e dei contesti, le confronta con informazioni affidabili e le mette progressivamente alla prova attraverso esperienze dirette, costruendo una rappresentazione sempre più articolata e aderente.
La seconda riguarda la conoscenza di sé: ciascuna persona viene accompagnata a leggere progressivamente il proprio funzionamento, riconoscendo interessi, caratteristiche personali, risorse, modalità di affrontare le richieste e condizioni che possono rendere un percorso più o meno sostenibile per sé.
Le due direzioni non procedono separatamente. L’esperienza costituisce il luogo nel quale conoscenza della realtà e conoscenza di sé si incontrano: entrando nei contesti, ciascuna persona verifica contemporaneamente ciò che aveva immaginato del percorso e come funziona di fronte alle sue richieste. TRAME accompagna quindi attraverso un processo di doppia educazione alla consapevolezza: conoscere sempre meglio la realtà nella quale si dovrà scegliere e conoscere sempre meglio sé stessi mentre la si esplora. La progressiva convergenza delle due conoscenze consente di avvicinarsi a scelte non soltanto desiderate o interessanti, ma sempre più consapevoli e sostenibili nel tempo.
Dall’esperienza alla consapevolezza
Un elemento centrale della metodologia è il principio secondo cui l’esperienza, da sola, non è necessariamente orientativa. PCTO, attività scuola-lavoro, laboratori, visite e incontri possono offrire occasioni preziose di esplorazione, ma senza uno spazio di rilettura rischiano di rimanere episodi isolati, affidando prevalentemente a ciascuna persona il compito di ricavarne autonomamente elementi utili alla propria scelta.
L’esperienza diventa realmente orientativa quando ciascuna persona viene accompagnata a interrogarsi su ciò che è accaduto: che cosa mi aspettavo? Che cosa ho incontrato realmente? Come ho funzionato in quella situazione? Che cosa mi ha coinvolto o affaticato? Quali risorse ho utilizzato? Che cosa questa esperienza conferma, modifica o mette in discussione della rappresentazione che avevo di me e del percorso?
Educare alla consapevolezza significa quindi sviluppare progressivamente la capacità di trasformare l’esperienza in conoscenza di sé e della realtà incontrata, utilizzandola per aggiornare le proprie rappresentazioni e costruire criteri sempre più affidabili per le scelte successive. In questa prospettiva, le diverse iniziative promosse da scuole, università, enti formativi e territorio non costituiscono attività isolate, ma possono diventare trame di uno stesso processo di orientamento, nel quale ogni esperienza contribuisce ad aggiornare la mappa con cui ciascuna persona costruisce il proprio percorso.
I cinque corsi del percorso
Debate
Il Debating è una metodologia didattica innovativa e coinvolgente che si fonda sul confronto argomentativo strutturato. Due squadre, una a favore (governo) e una contro (opposizione) una mozione prestabilita, si sfidano in un dibattito regolato, dove ciascun partecipante ha ruoli, tempi e obiettivi precisi. Questa pratica, sempre più diffusa nei contesti educativi internazionali, si rivela estremamente efficace nello sviluppare competenze trasversali fondamentali: pensiero critico, capacità di argomentazione, ascolto attivo, lavoro di gruppo, consapevolezza linguistica e cittadinanza attiva.
Il corso si articola in più fasi, con una progressione che porta dalla teoria alla pratica autonoma. Nella prima fase si lavora sul linguaggio e sulla comunicazione efficace: come costruire un discorso, usare evidenze a supporto delle proprie tesi, individuare fallacie logiche. Sono previsti esercizi orali e momenti di public speaking, volti a migliorare l’uso della voce, la postura, la gestione del tempo e dell’ansia da prestazione. La seconda fase introduce i fondamenti teorici del debating competitivo, basato su British Parliamentary.
Nella terza fase si passa all’attività laboratoriale: le persone vengono suddivise in squadre e si confrontano in dibattiti simulati, alternando ruoli e posizioni. La preparazione prevede ricerca, analisi delle fonti, elaborazione di strategie comuni e pianificazione del discorso. Ogni dibattito è seguito da feedback qualitativo da parte dei formatori, con attenzione sia ai contenuti che alla forma espositiva e alla dinamica di gruppo. Infine, dove possibile, il percorso si conclude con un mini torneo interno, per offrire un’esperienza reale di confronto pubblico.
Un corso di Debating si inserisce perfettamente nei contesti didattici moderni, in quanto promuove soft skills e competenze STEM oggi ritenute essenziali anche nei documenti ministeriali. Allenarsi all’argomentazione significa imparare a costruire un pensiero complesso, articolato e dialogico. Il valore educativo del Debating non si esaurisce nel contesto scolastico o accademico: rappresenta un esercizio concreto di democrazia, cooperazione e responsabilità.
Ingegneria fuori dall’aula: plogging e mappatura dei rifiuti
Questo modulo porta l’ingegneria fuori dall’aula, attraverso attività di plogging, mappatura e riconoscimento dei rifiuti urbani come forma di inquinamento ambientale. Le/gli studenti partecipano a un’esperienza sul campo per raccogliere, classificare e analizzare i rifiuti presenti in un’area urbana o naturale. I dati raccolti vengono poi discussi e interpretati collettivamente.
Gli obiettivi includono: sviluppare consapevolezza ambientale; comprendere il legame tra materiali, consumo e rifiuti; acquisire competenze di osservazione, classificazione e restituzione dei dati. Il modulo favorisce apprendimento esperienziale, lavoro di squadra e responsabilità civica, rafforzando il legame tra STEM e territorio.
Linguaggio inclusivo: strumenti per comunicare con rispetto e consapevolezza
Il modulo è ideato per rispondere alle esigenze di insegnanti, educatori ed educatrici che operano in contesti educativi e formativi sempre più caratterizzati dalla pluralità culturale, sociale e identitaria. In un’epoca in cui il linguaggio non è solo uno strumento di comunicazione, ma anche un potente veicolo di rappresentazioni, valori e relazioni di potere, il corso si propone di fornire competenze teoriche e pratiche per un uso consapevole, responsabile e inclusivo delle parole.
Il linguaggio contribuisce in modo significativo alla costruzione dell’identità individuale e collettiva, alla trasmissione di stereotipi e pregiudizi, nonché alla riproduzione o al contrasto delle disuguaglianze. In ambito educativo assume un ruolo particolarmente rilevante, poiché influisce sui processi di apprendimento, sul clima relazionale e sul senso di appartenenza di studenti e studentesse. Il modulo offre quindi una cornice di riflessione critica sul rapporto tra linguaggio, società ed educazione, mettendo in luce come scelte linguistiche apparentemente neutre possano avere effetti inclusivi o, al contrario, escludenti.
Dal punto di vista metodologico, il percorso adotta un approccio integrato e partecipativo. Le lezioni frontali, supportate da slide e video, forniscono le basi teoriche; a queste si affiancano momenti di discussione guidata e riflessione di gruppo, esercitazioni pratiche su testi e comunicazioni scritte e orali, attività di role playing e analisi di scenari reali per sperimentare strategie comunicative efficaci in situazioni professionali complesse.
Gli obiettivi formativi sono molteplici e interconnessi: comprendere il significato e l’importanza del linguaggio inclusivo, riconoscendone il valore etico, sociale ed educativo; disporre di strumenti concreti per individuare ed evitare stereotipi, pregiudizi e forme di discriminazione implicite o esplicite; promuovere una comunicazione rispettosa in primis delle differenze di genere, ma anche di etnia, orientamento sessuale, abilità, cultura e identità. Il corso supporta infine l’applicazione del linguaggio inclusivo nella pratica professionale quotidiana, contribuendo a creare contesti educativi più equi, accoglienti e rispettosi delle differenze.
Imparare a leggersi — conoscere il proprio funzionamento per orientarsi nelle scelte
Il primo modulo accompagna studentesse e studenti nella costruzione di una mappa personale del proprio funzionamento, superando una concezione della conoscenza di sé basata esclusivamente su interessi, preferenze scolastiche o percezione delle proprie capacità.
Orientarsi richiede infatti di costruire progressivamente una rappresentazione più articolata di sé: non soltanto chiedersi “che cosa mi piace?” o “in che cosa sono bravo/a?”, ma imparare a osservare come mi attivo, come apprendo, quali risorse riesco a utilizzare, che cosa accade di fronte alla difficoltà e quali condizioni facilitano o ostacolano il mio funzionamento.
Per imparare a leggersi vengono proposte sei dimensioni attraverso cui osservare e rileggere il proprio funzionamento:
- Interessi — ciò che suscita curiosità, attivazione e desiderio di approfondire.
- Stili e modalità personali — i modi attraverso cui ciascuna persona tende ad avvicinarsi ai compiti, alle esperienze e all’apprendimento.
- Competenze di base — le risorse e gli strumenti cognitivi, linguistici, logico-quantitativi, pratici e culturali progressivamente acquisiti.
- Competenze emotive e regolative — il modo in cui si affrontano difficoltà, errore, frustrazione, pressione, incertezza e richiesta di aiuto.
- Funzioni esecutive — la capacità di trasformare intenzioni e obiettivi in azioni attraverso pianificazione, organizzazione, gestione del tempo, flessibilità e monitoraggio.
- Funzioni riflessive e metacognitive — la capacità di osservare il proprio funzionamento, riconoscere ciò che facilita o ostacola la prestazione, comprendere l’efficacia delle strategie utilizzate e modificare progressivamente il proprio modo di affrontare situazioni nuove.
Le sei dimensioni non hanno una funzione classificatoria, ma offrono diverse lenti attraverso cui interrogare ciò che accade nelle esperienze. Particolare attenzione viene attribuita alle funzioni riflessive e metacognitive, che permettono di mettere in relazione le diverse informazioni e di confrontare ciò che si pensa di sé con ciò che emerge nelle situazioni concrete.
La mappa personale diventa così uno strumento dinamico di orientamento: non una descrizione definitiva di “come sono”, ma una rappresentazione destinata a essere verificata, arricchita e modificata attraverso nuove esperienze. Il percorso segue un movimento ricorsivo:
Interrogare il territorio — conoscere i percorsi oltre le etichette e le rappresentazioni
Il secondo modulo si concentra su come accompagnare studentesse e studenti a interrogare il territorio formativo, superando una conoscenza dei percorsi basata prevalentemente sul nome, sulle materie, sugli sbocchi professionali o sulle rappresentazioni diffuse nel contesto sociale.
Orientarsi significa imparare a non fermarsi a domande come “che cosa si studia?” o “che lavoro posso fare dopo?”, ma cercare di comprendere che tipo di esperienza propone un percorso e che cosa significa concretamente frequentarlo, considerando non soltanto quali discipline sono presenti, ma anche il diverso peso che assumono all’interno del percorso e il tipo di attività richieste a chi lo frequenta.
Per farlo è necessario imparare a formulare domande più articolate: che cosa viene richiesto di fare con ciò che si apprende? Quanto contano studio individuale, esercitazione, laboratorio o esperienza pratica? Quale autonomia viene richiesta? Come si viene valutati? Quanto sono importanti continuità, organizzazione, relazione e collaborazione?
Non si tratta di costruire una descrizione definitiva dei percorsi, ma di imparare a cercare informazioni significative, confrontare fonti diverse e mettere progressivamente alla prova le proprie rappresentazioni attraverso l’incontro e l’esperienza.
Il confronto come strumento di conoscenza
L’esperienza individuale non esaurisce ciò che possiamo conoscere. Persone diverse possono attraversare la stessa situazione osservando aspetti differenti. Il confronto con altre persone permette quindi di ampliare il proprio campo di osservazione: ciò che un’altra persona ha notato, compreso o interrogato può aiutarci a riconoscere elementi del percorso e dell’esperienza che non avevamo considerato. Il movimento proposto diventa:
Interrogare il territorio significa così imparare a passare dalle rappresentazioni alle domande, utilizzando informazioni, esperienza e confronto per costruire una conoscenza progressivamente più ricca della realtà.
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